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Riscoperta e valorizzazione dei legnami locali
•Cerro (Quercus cerris L.)
•Castagno (Castanea sativa Mill.)
“Nuove prospettive per il Cerro (Quercus cerris L.) nel campo della produzione dei tranciati”
Studio effettuato in collaborazione con l’Istituto di Meccanica Agraria dell’Università degli Studi di Bari
Lo studio ha evidenziato le favorevoli caratteristiche del legno di Cerro per la produzione di tranciati, previa vaporizzazione ed essiccazione del materiale, al fine di liberarne tensioni interne e stabilizzarne dimensioni e tannini
“Possibilità di impiego del lamellare di Cerro (Quercus cerris L.) nelle costruzioni navali”
Studio effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, sezione di Tecnologia del legno, dell’Università degli Studi della Basilicata
Lo studio, attraverso l’impiego delle consolidate tecniche di costruzione navale in legno facenti capo alla tradizione dei migliori cantieri del barese, ha messo in luce che il legno di Cerro può essere efficacemente utilizzato per la produzione di navi, in luogo di legnami con caratteristiche simili.
“Prime indagini sul legno lamellare di Castagno (Castanea sativa Mill.) per usi strutturali”
Studio effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, sezione di Tecnologia del legno, dell’Università degli Studi della Basilicata
Le prove di rottura condotte su elementi strutturali in lamellare di Castagno presso il laboratorio di Tecnologia del Legno dell’Università degli Studi di Basilicata, hanno messo in luce che il connubio tra tradizione nell’uso del Castagno per usi strutturali e la nuova tecnologia del legno lamellare, è in grado di offrire ottimi risultati
Preservazione del legno
Obiettivo:
Studiare tutti processi fisici e chimici che sono alla base del processo di impregnazione del legno e individuare i cicli che meglio si adattano alla permeabilità delle specie comunemente impiegate nel ciclo produttivo
“Sistemi di preservazione del legno”
Studio effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, sezione di Tecnologia del legno, dell’Università degli Studi della Basilicata
Un consistente numero di provini per ogni specie di legname utilizzato in azienda è stato sottoposto a prove di impregnazione in autoclave sottovuoto, al fine di valutare i cicli di impregnazione che più si adattano alle diverse tipologie di specie, in relazione alla loro caratteristica permeabilità, alla profondità di penetrazione dei sali e alla loro concentrazione all’interno dei lumi cellulari del tessuto xilematico
Collanti
Obiettivi:
•Studiare la risposta di giunti e piani di incollaggio alle diverse sollecitazioni meccaniche
•Ottimizzare la quantità di colla impiegata
•Valutare il comportamento delle colle in caso di eventi eccezionali (es. incendio)
“Effetto delle colle sulla velocità di propagazione del fuoco nel legno lamellare”
Studio effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, sezione di Tecnologia del legno, dell’Università degli Studi della Basilicata, e del Laboratorio di Chimica del Centro Studi ed Esperienze Antincendi dei Vigili del Fuoco delle Capannelle, Roma
Lo studio ha chiarito le dinamiche di propagazione delle fiamme all’interno di una struttura lamellare, con particolare riferimento al comportamento di tre tipi diversi di colle: poliuretaniche, ureiche, resorciniche. Le prove hanno mostrato che le colle poliuretaniche hanno mostrato il comportamento migliore
Pannelli Sandwich
“Comportamento sperimentale e caratterizzazione meccanica di pannelli in legno lamellare”
Studio effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Strutture, Geotecnica, Geologia Applicata (DiSGG) dell’Università degli Studi della Basilicata
Le prove di rottura condotte presso il Laboratorio Prove Materiali e Strutture del DiSGG rappresentano il punto di arrivo di un lungo processo di sviluppo del pannello sandwich, al fine di ottenere ottimi risultati sia in termini di coibentaizone termica ed acustica sia in termini di resistenza meccanica
Gestione degli scarti
Obiettivo:
trasformare una voce di costo in una voce di ricavo
trasformare uno scarto oneroso da smaltire in una fonte di energia a basso costo ed a bassissimo impatto ambientale
“Possibilità d’impiego dei residui del ciclo produttivo delle industrie di trasformazione del legno per la produzione combinata di calore ed energia elettrica, nell’ambito della promozione delle fonti rinnovabili di energia e della riforma del sistema elettrico nazionale”
Studio effettuato nell’ambito del master “energie: manager di filiera foreste-legno-energia nel processo di attuazione dell’Agenda 21 Locale della Provincia di Potenza”, promotori l’Università degli Studi della Basilicata e la Csea S.c.r.l. di Torino
Lo studio ha chiarito le possibilità e le problematiche legate all’uso degli scarti di lavorazione del ciclo produttivo per la produzione in cogenerazione di calore ed energia elettrica
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